Una precisazione

29 Jan 2018

 Ora provo a raccontarvi cosa non si vede nel mio lavoro.

 Ho iniziato a lavorare, se ci penso profondamente, quando ero molto piccola, mia mamma e mia nonna cucivano e lavoravano i tessuti, casa mia era piena di scarti di stoffe, piccoli gomitoli di lana, bottoni, filati. Con quelli ci giocavo, ma soprattutto aiutavo a riutilizzare gli scarti in maniera creativa: ricordo un impermeabile fatto con la copertina di plastica del mio vecchio libro di scuola, l'avevo cucita con il nastro adesivo e poi l'avevo collaudata sotto la pioggia...Ho poi imparato a conoscere i tessuti toccandoli, sentendone l'odore, osservandone la consistenza, la trama, senza leggere nessuna etichetta ho imparato a sentire la loro bellezza. A 14 anni ho dipinto la mia prima maglietta fatta con pezzi avanzati di cotoni diversi. L'ho dipinta proprio per mettere in risalto la diversità dei due tessuti, ma scegliere tra i tanti tessuti di casa i pezzi giusti per farli diventare una camicetta occorreva tempo: scegliere, tagliare, cucire, provare. Così come feci quella camicetta per gioco, oggi produco, con il medesimo criterio, i cuscini, le americane, i runner e tutti i i capi che potreste ordinarmi. Come me molti artigiani, artisti o designer creano dedicando molto tempo alla progettazione di un solo pezzo. Un'azienda normalmente quel tempo lo dedica per una collezione di centinaia o migliaia di pezzi, quindi il costo della progettazione incide poco sull'intera produzione. Per me non è così. Quindi non pensiate che i materiali di scarto del mio cuscino, siano materiali di rifiuto, sono di scarto per la grande produzione, in quanto non sufficienti: un'azienda generalmente paga perchè i tessuti non utilizzati vengano smaltiti, è a questo punto che intervengo io. Una volta poi recuperato il tessuto, devo pensare a come utilizzarlo e calcolare quanti capi riuscirò a realizzare con quel metraggio rimasto.. Perciò, se quando fate shopping, vi imbattete in una produzione "fatta a mano", "dipinta a mano", "riciclato", "unico" o simili, non stupitevi se costa un pochino di più, il lavoro a volte non si vede, ma c'è e anche parecchio.

Il fiore di lana della foto: pura lana avanzata dalla micro produzione di caldissime sciarpe..e giornale.

 

 

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© Laura Piacquadio